Bello quando metti il random su iTunes e ti pesca tutta roba che ti piace. Che in teoria é musica che hai inserito tu, quindi per forza apprezzi. Grande falsitá. C’é sempre quell’album che dici: ma perché l’ho messo che intanto mi fa cagare. Ecco per adesso invece é tutto allineato: Dente, Beirut, Mumford and son’s, Fleet Foxes, Di Martino, Vittorio Cane, Television, Low. Oh, ancora niente Radiohead, sarà che gli son fischiate troppo le orecchie in questi giorni. Ce l’avete il biglietto? Bravi. Insomma, dicevo. Il random. Ovvero del vivere a suon di botte di culo e di castelli di rabbia, che ci si sta una vita a scavare, a rotolarsi, a fare coseaccaso. A cambiare lavori, a cambiare relazioni, a cambiare case. Idee. Il brancolare degli anni ‘00 é sonnambulismo, negli anni ‘10. Le spine nelle carni si sentono un po’ meno, ormai ci si è abituati, le great expetations sono solo un libro letto alle superiori e giù di lì - perchè a 20 anni é tutto ancora intero-. Rimangono la notte e i sogni in piedi in mezzo alla stanza. Nel buio. Una camicia da notte di cotone bianco, semitrasparente. Tante Emily Dickinson contemporanee, stringevo un anello fra le dita.
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2011-12-13